Grano duro Foggia stabile al 25 marzo 2026, farinaccio in rialzo
Recap Settimanale

Grano duro Foggia stabile al 25 marzo 2026, farinaccio in rialzo

Foggia il 25 marzo 2026: grano duro fermo dopo i rialzi, farinaccio +10 €/t. Scopri livelli, spread Bio e segnali di filiera.

6 min di letturaAgriMercati
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Punti chiave

  • Grano duro Fino stabile a 285-290 €/t il 25 marzo
  • Buono Mercantile fermo a 270-275 €/t, +5 €/t dall'11 marzo
  • Farinaccio di duro a 175-180 €/t, +10 €/t sulla settimana
  • Fino Bio stabile a 355-360 €/t, spread di 70 €/t

Panoramica della settimana

Alla Camera di Commercio di Foggia la settimana chiusa il 25 marzo 2026 conferma un mercato in consolidamento. Dopo i rialzi registrati tra l'11 e il 18 marzo, nell'ultima seduta le principali voci del listino risultano ferme: il grano duro Fino resta a 285-290 €/t, il Buono Mercantile a 270-275 €/t, le semole non si muovono e anche l'orzo mantiene i nuovi livelli.

L'unica eccezione è il farinaccio di grano duro, salito a 175-180 €/t con un progresso di +10 €/t sulla settimana e di +20 €/t nelle ultime due settimane. Il dato più rilevante, quindi, non è una nuova accelerazione della granella, ma la tenuta dei prezzi dopo il recupero di metà marzo e la maggiore vivacità dei sottoprodotti.

Cereali

Grano duro: rialzo consolidato, ma senza nuovo impulso

A Foggia il grano duro Fino quota 285-290 €/t il 25 marzo 2026, invariato rispetto al 18 marzo ma superiore di 5 €/t rispetto all'11 marzo. Sul prezzo medio di range, il passaggio è da 282,5 €/t a 287,5 €/t, pari a un incremento complessivo dell'1,77% in due settimane.

Il Buono Mercantile segue lo stesso profilo: 270-275 €/t il 25 marzo 2026, stabile sull'ultima settimana e in aumento di 5 €/t sull'11 marzo. Il prezzo medio passa da 267,5 €/t a 272,5 €/t, cioè +1,87% nel periodo. La lettura operativa è chiara: il mercato foggiano ha incorporato il recupero a metà mese, ma non ha mostrato ulteriore forza nell'ultima rilevazione.

Sul biologico il quadro è ancora più statico. Il grano duro Fino Bio resta a 355-360 €/t in tutte le ultime tre sedute considerate, segnalando una stabilità piena del segmento e uno spread elevato rispetto al convenzionale. Rispetto al Fino convenzionale, il differenziale medio è di 70,0 €/t il 25 marzo 2026, pari a circa il 24,35%.

Orzo: piccolo recupero e poi fase laterale

Anche l'orzo si muove in sintonia con il duro. L'orzo leggero è quotato 192-197 €/t, invariato rispetto al 18 marzo ma superiore di 2 €/t rispetto all'11 marzo. L'orzo pesante si attesta a 197-202 €/t, anch'esso stabile settimana su settimana e in aumento di 2 €/t sulle due settimane.

Si tratta di variazioni contenute, ma coerenti con il profilo generale del listino foggiano: un mercato che ha corretto verso l'alto nella prima metà del mese e ora si è fermato su livelli più sostenuti. In assenza di nuove quotazioni per mais e grano tenero sul mercato considerato, l'orzo resta il principale indicatore alternativo al duro per leggere il sentiment dei cereali a Foggia.

Semole e sottoprodotti: la filiera a valle resta tonica

Tra i prodotti collegati, le semole di grano duro confermano i rialzi della settimana precedente. La semola ceneri 080-085 resta a 485-495 €/t, contro 480-490 €/t dell'11 marzo. La semola ceneri 086-090 è stabile a 455-465 €/t, dopo il passaggio da 450-460 €/t a 455-465 €/t registrato il 18 marzo. In entrambi i casi il progresso complessivo è di 5 €/t, ma senza ulteriori scatti nell'ultima settimana.

Molto diversa la dinamica del farinaccio di grano duro. Il prodotto passa da 165-170 €/t del 18 marzo a 175-180 €/t il 25 marzo, con +10 €/t in una settimana. Se si guarda all'11 marzo, quando quotava 155-160 €/t, il recupero totale è di 20 €/t. Sul prezzo medio si sale da 157,5 €/t a 177,5 €/t, pari a +12,70% in due settimane. È il movimento più marcato dell'intero paniere foggiano e rappresenta il principale segnale da monitorare nella filiera di trasformazione.

Contesto internazionale

Il comportamento di Foggia si inserisce in un quadro più ampio di recupero selettivo del grano duro, soprattutto nel Centro-Sud Italia. Nell'ultima rilevazione disponibile, il prezzo medio del Fino è pari a 287,5 €/t a Foggia, contro 289,5 €/t a Bari, 276,5 €/t a Bologna Centro, 253,5 €/t a Roma e 299,5 €/t a Milano Centro. Sul Buono Mercantile, Foggia è a 272,5 €/t, sotto Bari a 279,5 €/t e Milano Centro a 287,5 €/t, ma sopra Bologna Centro a 269,5 €/t e Roma a 243,5 €/t.

Questa collocazione mostra una piazza competitiva e ben allineata al Sud, senza eccessi rispetto ai massimi nazionali. Inoltre, le altre piazze confermano che il rialzo di metà marzo non è stato un episodio isolato: Bari segna +2 €/t nell'ultima rilevazione, Roma +5 €/t, Bologna Centro +5 €/t, mentre Milano Centro resta stabile.

Sul piano estero, il contesto resta di supporto ma non tale, per ora, da generare un nuovo allungo immediato sui listini foggiani. Tra i dati disponibili, l'indice europeo Sitagri del duro è indicato in aumento del 3,54% su base settimanale, mentre il Chicago Future Durum Wheat Index segna +0,86%. I prezzi FOB canadesi risultano risaliti fino a 243,63 €/t, i FOB USA sono riportati sopra 260 €/t e un'asta in Algeria è stata segnalata a 290,46 €/t. In parallelo, gli export basis dal Saskatchewan verso Vancouver sono cresciuti di 9,10 dollari canadesi/t tra il 9 e il 16 marzo.

Per il mercato italiano, questi numeri suggeriscono un miglioramento del sentiment sul duro importato e sulle basi internazionali. Il fatto che Foggia abbia reagito il 18 marzo e poi si sia stabilizzata il 25 marzo indica che il mercato locale ha assorbito parte del segnale rialzista, ma attende ora conferme ulteriori prima di aggiornare ancora le quotazioni.

Notizie e policy

Dal lato strutturale, il quadro italiano resta fortemente integrato con l'estero. Nei dati disponibili per il 2025, le importazioni italiane di grano duro sono state pari a 2.994.003 t, in aumento rispetto a 2.752.909 t del 2024. Anche l'orzo mostra un lieve incremento, da 780.026 t a 786.897 t, mentre il mais cala da 7.162.363 t a 7.007.952 t. Sul lato dell'export, la semola di grano duro sale a 142.279 t contro 132.081 t dell'anno precedente.

Per Foggia questo contesto ha un doppio riflesso. Da un lato, l'aumento dell'import di duro mantiene attiva la concorrenza estera e limita il rischio di strappi incontrollati sulle quotazioni interne. Dall'altro, la crescita dell'export di semola è coerente con la tenuta dei trasformati osservata anche nel listino locale. Non emergono, nei dati raccolti, nuove misure normative o decisioni UE con impatto diretto e immediato sui prezzi della settimana, per cui il driver principale resta il rapporto tra disponibilità di materia prima, domanda industriale e segnali dei mercati internazionali.

Prospettive

Nel breve termine, il mercato di Foggia appare impostato su una logica di consolidamento. Il grano duro Fino a 285-290 €/t e il Buono Mercantile a 270-275 €/t tengono i rialzi di metà marzo, ma l'assenza di ulteriori ritocchi nella seduta del 25 marzo 2026 suggerisce una pausa più che una nuova fase espansiva.

Il punto più interessante resta la divergenza interna alla filiera: granella ferma, semole stabili su livelli più alti, farinaccio ancora in progresso. Se questa impostazione dovesse proseguire, il mercato potrebbe continuare a mostrare più forza nei trasformati e nei sottoprodotti che nella materia prima agricola. Al contrario, un nuovo rafforzamento delle piazze italiane e dei riferimenti esteri potrebbe riattivare il grano duro foggiano già nelle prossime sedute.

Per ora il segnale prevalente è questo: Foggia non sta correggendo al ribasso, ma sta difendendo i prezzi raggiunti. In un quadro nazionale ancora selettivamente tonico, è un'indicazione da leggere come moderatamente costruttiva, soprattutto per il duro e per la filiera collegata.

Fonti e riferimenti

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Questo articolo e stato generato con l'assistenza di intelligenza artificiale (LLM), basandosi su dati reali delle borse merci italiane e su fonti giornalistiche pubbliche. I dati di prezzo provengono dai listini ufficiali delle Camere di Commercio. Le analisi e le interpretazioni sono generate automaticamente e potrebbero non riflettere tutte le sfumature del mercato.