Grano duro in rialzo il 19 marzo 2026: Foggia resta leader
Recap Settimanale

Grano duro in rialzo il 19 marzo 2026: Foggia resta leader

Il grano duro accelera il 19 marzo 2026: Foggia guida i listini, Bologna recupera. Scopri spread, rialzi e segnali del mercato.

7 min di letturaAgriMercati
Condividi

Punti chiave

  • Grano duro Fino Centro a Bologna sale a 276,50 €/t, +1,84% settimanale
  • Foggia guida il Fino a 287,50 €/t, 11,00 €/t sopra Bologna
  • Roma recupera più rapidamente: Fino +2,01% settimanale, ma resta a 253,50 €/t
  • Gasolio agricolo a 1,22 €/l il 12 marzo, +22,0% dal 25 febbraio

Panoramica della settimana

Il nuovo bollettino della Camera di Commercio di Bologna del 19 marzo 2026 conferma un mercato cerealicolo italiano selettivamente più tonico: il movimento più netto riguarda il grano duro, in rialzo su Bologna, Foggia e Roma, mentre grano tenero e orzo restano in prevalenza stabili e il mais mantiene un’impostazione positiva soprattutto su base mensile. Nel confronto tra piazze, Foggia resta il riferimento più alto sul duro, Bologna si colloca in fascia intermedia e Roma continua a quotare sotto, pur mostrando nell’ultima settimana il recupero percentuale più marcato.

A dare supporto al clima di mercato concorrono anche fattori esterni: le tensioni in Medio Oriente hanno aumentato la pressione su energia e logistica, mentre il gasolio agricolo è salito da 1,00 €/l il 25 febbraio 2026 a 1,22 €/l il 12 marzo 2026, pari a +22,0%, secondo la serie CLAL/TESEO - CCIAA Milano.

Cereali

Grano duro: rialzo generalizzato, ma con gerarchie di prezzo confermate

Sul grano duro il bollettino di Bologna del 19 marzo mostra un recupero settimanale evidente. Il Fino Centro sale a 276,50 €/t da 271,50 €/t della settimana precedente, con un incremento di 5,00 €/t pari a +1,84%. Anche il Buono Mercantile Centro sale a 269,50 €/t da 264,50 €/t, quindi +5,00 €/t e +1,89%. Più contenuti i rialzi sulle voci del Nord: Fino Nord a 262,50 €/t, +3,00 €/t (+1,16%), e Buono Mercantile Nord a 255,50 €/t, +3,00 €/t (+1,19%).

Il confronto con il 18 marzo 2026 evidenzia però che Bologna non guida il mercato nazionale del duro. Sul Fino, Foggia quota 287,50 €/t, cioè 11,00 €/t sopra Bologna, con uno spread del +3,8% a favore della piazza pugliese. Roma resta invece molto sotto, a 253,50 €/t: Bologna vale quindi 23,00 €/t in più, pari a +9,1%, mentre il divario Foggia-Roma raggiunge 34,00 €/t, cioè +13,4%. Sul Buono Mercantile la distanza si riduce tra Bologna e Foggia: 269,50 €/t contro 272,50 €/t, solo 3,00 €/t di differenza (-1,1% per Bologna rispetto a Foggia). Più ampio invece il gap con Roma, ferma a 243,50 €/t, cioè 26,00 €/t sotto Bologna (+10,7%).

Su base settimanale il rialzo è stato sincronizzato: Foggia ha segnato +5,00 €/t sia sul Fino sia sul Buono Mercantile, rispettivamente +1,77% e +1,87%; Roma ha registrato anch’essa +5,00 €/t su entrambe le categorie, ma con variazioni percentuali leggermente superiori, +2,01% sul Fino e +2,10% sul Buono Mercantile. In altri termini, Roma recupera più in fretta in termini relativi, ma non colma il differenziale di prezzo con le altre due piazze.

Nel trend dell’ultimo mese, il quadro è ancora più chiaro: il mercato è rimasto quasi fermo fino a metà marzo, per poi registrare un rialzo all’ultima rilevazione. A Bologna il Fino Centro passa da 271,50 €/t del 19 febbraio a 276,50 €/t del 19 marzo, +5,00 €/t (+1,84%); Foggia sale da 282,50 €/t a 287,50 €/t, +1,77%; Roma da 248,50 €/t a 253,50 €/t, +2,01%. Si tratta quindi di un movimento comune, non di una dinamica isolata di piazza.

Grano tenero: Bologna ferma, Roma più sostenuta

Sul grano tenero Bologna resta stabile. Il Fino è fermo a 234,50 €/t e il Buono Mercantile a 224,50 €/t, senza variazioni né rispetto alla scorsa settimana né rispetto a un mese fa. Questa tenuta suggerisce un mercato ordinato, senza segnali di tensione immediata sul prodotto locale.

Il confronto con Roma va però letto con cautela, perché le specifiche non sono pienamente omogenee. Il Mercantile romano quota 241,50 €/t, quindi 7,00 €/t sopra il Fino di Bologna se si assume un confronto indicativo (-2,9% per Bologna rispetto a Roma), mentre il tenero P.S. 78/79 di Roma è a 231,50 €/t, cioè 3,00 €/t sotto il Fino bolognese (+1,3% per Bologna). Il dato interessante è soprattutto il trend mensile di Roma: il Mercantile sale da 231,50 €/t del 18 febbraio a 241,50 €/t del 18 marzo, con un incremento di 10,00 €/t pari a +4,32%. Bologna, nello stesso arco temporale, è invece completamente ferma.

Mais: impostazione tonica nel mese

Sul mais Bologna conferma valori sostenuti. Il Mais Ibrido Nazionale Zootecnico quota 234,00 €/t, invariato su base settimanale, mentre il Mais Ibrido Non Comunitario OGM sale a 237,50 €/t da 234,50 €/t, con un progresso di 3,00 €/t pari a +1,28%. Il Mais con Caratteristiche si attesta a 250,00 €/t e il Mais Energetico a 167,50 €/t.

Nel confronto con Roma, anche qui soltanto indicativo per differenze qualitative, i valori romani sono più alti: l’Ibrido Nazionale Aflatossine 20 quota 256,00 €/t e l’Aflatossine 5 arriva a 262,00 €/t. Rispetto al mais zootecnico di Bologna, il differenziale è di 22,00 €/t (-8,6%) nel primo caso e di 28,00 €/t (-10,7%) nel secondo.

Sul piano mensile, il mais è il prodotto con il profilo più chiaramente positivo nel dataset. A Bologna il mais zootecnico passa da 226,00 €/t del 19 febbraio a 234,00 €/t del 19 marzo, +8,00 €/t pari a +3,54%. A Roma l’Aflatossine 20 sale da 251,00 €/t a 256,00 €/t, +5,00 €/t e +1,99%.

Orzo: Bologna e Roma allineate, Foggia distante

Per l’orzo il bollettino di Bologna segnala stabilità: P.S. 65 a 229,50 €/t, P.S. 62/64 a 220,50 €/t ed estero P.S. 62 a 222,00 €/t. Il confronto più diretto è tra Bologna P.S. 65 e Roma Orzo Pesante P.S. 64, entrambe a 229,50 €/t: allineamento pieno, quindi differenza nulla. Foggia invece quota Orzo Pesante a 199,50 €/t, cioè 30,00 €/t sotto Bologna e Roma, con uno spread del 15,0%.

Su base settimanale Foggia è l’unica piazza a mostrare un piccolo recupero, da 197,50 €/t a 199,50 €/t, +2,00 €/t (+1,01%), mentre Bologna e Roma restano ferme. Anche su base mensile i movimenti sono minimi: +2,00 €/t a Roma (+0,88%) e +2,00 €/t a Foggia (+1,01%), nessuna variazione a Bologna.

Contesto internazionale

Il contesto esterno resta un fattore di attenzione per tutti i mercati agricoli. Le informazioni raccolte indicano che tra l’1 e il 5 marzo 2026 il Brent ha segnato un aumento del 13,8%, in un quadro segnato dalle tensioni in Medio Oriente. Nello stesso scenario, l’EIA ha indicato un Brent atteso sopra 95 $/barile nei due mesi successivi, evidenziando la dipendenza delle quotazioni energetiche dalla durata del conflitto.

Per il mercato italiano dei cereali, il collegamento non è meccanico ma è plausibile lungo la filiera. Prezzi energetici più alti possono aumentare i costi di trasporto, le spese di lavorazione in campo, la movimentazione nei centri di stoccaggio e, indirettamente, la pressione sugli input agricoli più energivori. In questa chiave, il rialzo del duro osservato nell’ultima settimana non può essere attribuito solo all’energia, ma si inserisce in un contesto di costi più tesi e di maggiore prudenza commerciale.

Notizie e policy

Sul fronte delle notizie di mercato, l’elemento più concreto della settimana è l’aumento del gasolio agricolo. La serie CLAL/TESEO - CCIAA Milano riporta 1,00 €/l il 25 febbraio 2026 e 1,22 €/l il 12 marzo 2026: un incremento di 0,22 €/l, pari a +22,0%. In alcune aree, secondo le informazioni raccolte, il gasolio agricolo agevolato sarebbe salito da circa 0,85 €/l a 1,25 €/l in circa una settimana.

L’impatto potenziale sui mercati agricoli passa soprattutto per quattro canali: costi diretti aziendali, trasporto della merce, essiccazione e stoccaggio, e maggiore onerosità complessiva della gestione colturale. Per questo il gasolio non sposta automaticamente le quotazioni all’ingrosso nel brevissimo termine, ma può irrigidire la propensione alla vendita e aumentare i prezzi di equilibrio nelle filiere più esposte alla logistica.

Prospettive

Nel breve termine il mercato italiano dei cereali resta da leggere in modo distinto per prodotto. Sul grano duro il segnale della settimana è costruttivo: il rialzo è comune a Bologna, Foggia e Roma e interrompe un mese quasi piatto fino a metà marzo. Se il contesto energetico resterà teso, la base dei costi potrebbe continuare a sostenere il mercato, anche se gli spread territoriali attuali indicano che le differenze di piazza restano strutturali.

Sul grano tenero prevale invece la stabilità, con Bologna immobile e Roma che ha già compiuto un aggiustamento nelle settimane precedenti. Sul mais la dinamica mensile resta positiva, soprattutto a Bologna, e merita attenzione perché è il prodotto che mostra la progressione più ordinata nel dataset. L’orzo, infine, rimane il mercato più statico, con Bologna e Roma allineate su livelli sensibilmente superiori a Foggia.

Per gli operatori, la chiave delle prossime sedute sarà verificare se il rialzo del duro resterà isolato all’ultima rilevazione o se si consoliderà anche a fine mese. Molto dipenderà dalla tenuta del contesto energetico e logistico, che oggi non detta ancora la direzione dei listini, ma certamente ne aumenta la sensibilità.

Fonti e riferimenti

17 fonti

Condividi questo articolo

Se lo hai trovato utile, condividilo con chi opera nel settore.

Articoli correlati

Questo articolo e stato generato con l'assistenza di intelligenza artificiale (LLM), basandosi su dati reali delle borse merci italiane e su fonti giornalistiche pubbliche. I dati di prezzo provengono dai listini ufficiali delle Camere di Commercio. Le analisi e le interpretazioni sono generate automaticamente e potrebbero non riflettere tutte le sfumature del mercato.