Il mercato del riso entra in giugno con un segnale chiaro: la fase resta debole, soprattutto sul risone. Secondo L’Informatore Agrario, nell’aggiornamento sui prezzi del riso a giugno 2026, i trasferimenti di risone rilevati dall’Ente Risi ammontano a 1.054.578 tonnellate, in calo del 6% rispetto a un anno fa.
Alla Borsa Merci di Vercelli, inoltre, cedono ancora le varietà CL 145 e Roma e similari, con un ribasso di 24 euro a 283-312 euro/t, mentre il Lungo B arretra di 20 euro. Il dato non va letto solo come un movimento di listino: indica una domanda prudente e una filiera che, in questa fase, tende a comprare con attenzione.
Risone debole: il segnale per il mercato
Il ribasso del risone è importante perché arriva in un momento in cui gli operatori guardano già al raccordo tra vecchia campagna e nuova disponibilità. Un calo dei trasferimenti rispetto all’anno precedente suggerisce un mercato meno dinamico: meno merce movimentata può voler dire minore richiesta immediata, maggiore selettività dei compratori o attese di prezzo più basse.
Per gli agricoltori, il punto centrale è la gestione delle vendite residue. Se il mercato continua a scendere su alcune varietà, trattenere prodotto può diventare più rischioso, soprattutto se la domanda industriale resta attendista. Al contrario, chi ha qualità richieste o lotti ben caratterizzati può ancora cercare spazi di valorizzazione, ma con trattative probabilmente più selettive.
Per le riserie, invece, la debolezza del risone può migliorare il costo di approvvigionamento, ma non automaticamente i margini. Molto dipende dalla capacità di trasferire o meno i movimenti a valle, sul riso lavorato, e dalla domanda della distribuzione.
Riso lavorato: piazze non tutte allineate
I dati interni AgriMercati mostrano un quadro più sfumato sul riso lavorato. Alla Borsa Merci di Roma, le quotazioni del 3 giugno risultano stabili rispetto al 27 maggio: il Riso Fino Ribe è a 1.045 euro/t, il Riso Fino Ribe Parboiled a 1.160 euro/t, il Riso Superfino Roma a 1.065 euro/t e il Riso Superfino Carnaroli a 1.735 euro/t.
Questa stabilità sul lavorato non smentisce il ribasso del risone, ma mostra che la trasmissione dei prezzi lungo la filiera non è immediata. Tra risone e prodotto finito entrano in gioco lavorazione, rese, qualità, contratti già chiusi, logistica e posizionamento commerciale.
A Bari, invece, alcuni segnali recenti sono più deboli. Il Riso Fino Ribe è passato da 875 euro/t del 19 maggio a 845 euro/t del 26 maggio. Nello stesso intervallo, il Riso Fino Parboiled Ribe è sceso da 975 a 945 euro/t, mentre il Riso Superfino Arborio è passato da 1.485 a 1.455 euro/t. Sono variazioni coerenti con un mercato che sta cercando nuovi equilibri.
Sottoprodotti: attenzione ai margini di filiera
Anche i sottoprodotti danno indicazioni utili, soprattutto per riserie e operatori zootecnici. A Bologna, il 28 maggio, il Corpetto di Riso è quotato 465 euro/t, in calo rispetto ai 475 euro/t del 21 maggio. La Mezzagrana di Riso scende da 432,50 a 422,50 euro/t. Più stabile la Lolla di Riso, ferma a 80 euro/t.
Questi movimenti contano perché i sottoprodotti contribuiscono all’equilibrio economico della lavorazione. Se anche alcune frazioni secondarie cedono, la riseria deve gestire con più attenzione il margine complessivo, non solo il prezzo del riso principale.
Cosa fare nelle prossime settimane
Per chi vende risone, la priorità è monitorare le piazze varietali e non ragionare su un prezzo medio generico. Le varietà citate in calo a Vercelli mostrano che il mercato distingue molto tra gruppi merceologici. Conviene valutare tempi di vendita, qualità disponibile e costi di stoccaggio.
Per chi compra, il contesto suggerisce prudenza ma anche opportunità. I ribassi possono aprire spazio per coperture mirate, senza però dare per scontato che tutti i risi lavorati scendano con la stessa velocità del risone.
Il messaggio operativo è semplice: giugno parte con pressione ribassista sul risone, ma la filiera non si muove in modo uniforme. Guardare insieme risone, riso lavorato e sottoprodotti aiuta a prendere decisioni più solide su vendite, acquisti e contratti.